Laici collaboratori

“Quelli che passano da noi
non vanno da soli, non ci lasciano soli.
Lasciano un poco di sè, portano un poco di noi”.
                                                   S.Exupery


Caro amico volontario !

Grazie per la  tua generosità:
hai dato il  tuo tempo,
il tuo cuore.
Hai dato le tue forze,
Hai allargato il tuo orizzonte
Hai seminato amore.

Il tuo nome  e il tuo cuore di Volontario
trascende i limiti della tua casa,
della tua città e del tuo paese,
sei missionario
e cittadino del mondo.

Le Figlie del Sacro Cuore di Gesù

Partecipazione dei Laici al Carisma delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù

Secondo la Parola  di Paolo, a ogni persona  è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito; a uno il potere dei miracoli, a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l'interpretazione delle lingue» (1Cor 12,7-10; 1Cor 12,4-6.28-31; Rm 12,6-8; 1Pt 4,10-11). In forza dello Spirito, i fedeli  laici partecipano al triplice compito sacerdotale, profetico e regale, che descrivono la stessa missione di Gesù:
- offrire la propria la vita, la  preghiera, l’azione apostolica per il mondo
- ascoltare e condividere la Parola, dicendola e comunicandola con la vita
- operare nel mondo nello stile del Vangelo, promuovendo la giustizia, il servizio, l’amore (Cfl,14) Paolo VI in Evangelii Nuntiandi dà un forte impulso alla mobilitazione missionaria di tutta la Chiesa: le persone consacrate sono nel mondo, per assumerne le realtà e trasfigurarle, ma è
"proprio dei laici cercare il regno di Dio, trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio" (Lumen Gentium, 31). La missione è lavorare tutti insieme per la costruzione e l’umanizzazione del mondo, è cambiare il mondo dal di dentro, ordinandolo verso Dio in vista della venuta del Regno.
Ne consegue che la vocazione e la missione dei battezzati sono identiche (cfr. Christifideles laici, 16), ma la condizione di laici ha caratteristiche sue proprie.
I laici vivono il loro compito primordiale nel cuore del mondo e come uomini del mondo nel cuore della Chiesa, come fermento di Dio nella storia, per trasformare la realtà secondo i criteri del Vangelo. Essere laici costituisce una modalità di  missione, tesa a testimoniare le realtà ultime, che sono già presenti, sotto forma di segni a noi talvolta incomprensibili. (Gaudium et Spes, 38).
Vari sono i campi dell’azione evangelizzatrice: "il mondo vasto e complesso della politica, del sociale, dell'economia, della cultura, della scienza e delle arti, della vita internazionale, dei mezzi di comunicazione di massa, e anche altre realtà aperte all'evangelizzazione, come l'amore, la famiglia, l'educazione dei bambini e degli adolescenti, il lavoro professionale, la sofferenza"(E N, 70).
Oggi si riscopre che i carismi dei fondatori, essendo stati suscitati dallo Spirito per il bene di tutti, sono aperti alla comunione e alla partecipazione di tutti i membri del popolo di Dio.

La comunione tra i consacrati porta ad aprirsi nei confronti di tutti gli altri membri della Chiesa, nella dinamica di una ecclesiologia integrale: infatti un nuovo tipo di comunione ecclesiale e di collaborazione sta instaurando tra i sacerdoti, i religiosi e i laici, i quali, lungi dall'ignorarsi vicendevolmente o dall'organizzarsi soltanto in vista di attività comuni, possono ritrovare il giusto rapporto di comunione, in una complementarietà rispettosa della diversità, in un atteggiamento di collaborazione e di scambio di doni.L’integrazione e la complementarietà fra religiosi e laici è una "dinamica ecclesiale" in un corpo vivo e operante che è la Chiesa, caratterizzata dalla presenza della diversità e della complementarietà delle vocazioni. Il carisma sia per i religiosi che per i laici è sempre un dono in vista della evangelizzazione. Oggi il carisma di un Istituto è di fatto un progetto ecclesiale, aperto e non chiuso, non monopolizzato, ma condivisibile.

La condivisione del carisma, nella logica dell’incarnazione, è il prolungamento nel laicato del carisma vissuto dall’Istituto, perciò diventa  fondamento di relazionalità e di interscambio, si fa criterio di lettura e di interpretazione della storia comune a religiosi e laici.
I laici sono qualcosa di più della semplice possibilità di tenere in piedi delle opere in situazione precaria. Sono persone chiamate a dare forma nuova o rivitalizzata ad alcuni carismi che rischiano di invecchiare o scomparire. Quando hanno una vera vocazione, sono capaci di parlare di questi carismi in modo nuovo, di reincarnarli, di trovare altre mediazioni ed espressioni diverse dalla stessa ispirazione.

 

Istituto Figlie del Sacro Cuore di Gesù
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